Orchestra Ragni - Il tango del ragioniere
Nel mio romanzo “Orchestra Tramonti” si parla di un Tango del ragioniere. Be’, esiste. Mica come Garcia Marquez, che Macondo se l’era inventata (troppo facile). Questo è anche l’ultimo post. Chiedo scusa per l’uso improprio di tumblr, dove non ho condiviso alcunchè. Volevo solo mettere della musica, e un po’ di parole. E poi se è vero che con le canzoni altrui uno racconta se stesso, ho detto fin troppo.
48
hey sight for sore eyes it’s a long time no see
workin hard hardly workin hey man you know me
water under the bridge didya see my new car
well it’s bought and it’s payed for parked outside of the bar
and hey barkeeper what’s keepin you keep pourin drinks
for all these palookas hey you know what i thinks
that we toast to the old days and di maggio too
and old drysdale and mantle whitey ford and to you
no the old gang ain’t around everyone has left town
‘cept for thumm and giardina said they just might be down
oh half drunk all the time and i’m all drunk the rest
yea monk’s till the champion but i’m the best
i guess you heard about nash he was killed in a crash
hell that must of been two or three years ago now
yea he spun out and he rolled he hit a telephone pole
and he died with the radio on
no she’s married and with a kid finally split up with sid
he’s up north for a nickle’s worth for armed robbery
hey i’ll play you some pin ball hell you ain’t got a chance
well then go on over and ask her to dance
Ehi toccasana per occhi stanchi, che bellezza rivederti
quanto tempo è passato
lavoriamo sempre dal mattino alla sera
ti ricordi cosa facevamo?
Quanta acqua è passata sotto i ponti hai visto la mia auto nuova?
E’ mia, l’ho pagata
è qui fuori in strada
Ehi barista cosa ti ha tenuto qui a versare da bere
per questi spiantati
Sai che ti dico?
dovremmo brindare ai giorni passati
e anche a Di Maggio
e al vecchio Drysdale e Mantle Whitey Ford
e a te
No, la vecchia banda non esiste più
ognuno ha lasciato il paese
eccetto Thumm e Giardina non è rimasto niente
Oh lui è mezzo ubriaco per tutto il giorno e io ubriaco per l’altra metà
si, Monk è sempre il campione
ma io sono il migliore
Immagino che hai saputo di Nash
è morto in un incidente
Diavolo, devono essere già passati due o tre anni
Era in auto e ha perso il controllo
dritto contro un palo
se n’è andato con la radio accesa.
No, lei si è sposata e ha un bimbo
alla fine ha rotto con Sid
lui è su al nord, vive di rapine per procurarsi la sua dose
Perchè non facciamo qualche partita a flipper,
non hai scampo contro di me
E dopo fatti avanti
e chiedile di ballare.
Tom Waits - A sight for sore eyes
Andre Previn & The Pittsburgh Symphony Orchestra - Psycho suite
Alla scena della doccia di Psycho ci ho fatto l’abitudine, ma dopo questo video non riuscirò mai più a guardare un violino senza coprirmi le spalle.
Art Garfunkel - All my love’s laughter
Scritta da Jimmy Webb e pubblicata sull’album Watermark, quello con il mare e la spiaggia in copertina, anche se qui alla fine ci sono le cornamuse e sembra Natale.
51Black Sabbath - Paranoid
Io per musica classica moderna intendo cose tipo questa.
Pierangelo Bertoli - I miei pensieri sono tutti lì
Il primo concerto che ho visto in vita mia è stato di Bertoli. Nel 1976, mi sembra. Era in un teatro a duecento metri da casa e ci andai a piedi, con un amico. Mi ricordo che non veniva mai fuori e a un certo punto dalla platea feci una battutina idiota sulla sua sedia a rotelle. Il mio amico mi guardò come se all’improvviso mi fosse cresciuta la barba. Ancora oggi lo chiama il mio “grave episodio di intolleranza”.
485Tom Robinson Band - Glad to be gay
Nell’era di Clash e Sex Pistols, il più arrabbiato di tutti era Tom Robinson. Qui, sotto un tappetino swing nasconde il sudiciume omofobo della polizia britannica. Pezzo all’epoca censurato dalla BBC, of course.
Darlene & Jonathan Edwards - Stayin’ alive
Sono Jo Stafford, una delle grandi voci del jazz tra i ‘40 e i ‘50, e il marito, il pianista Paul Weston, che con questo pseudonimo incisero dei dischi di cover dove si fingevano un duo di inetti, e cantavano e suonavano sempre leggermente sguaiati e fuori tono, in un impeccabile esercizio di cattivo stile. Il risultato è difficile da descrivere: comico, un po’ stomachevole, raffinatissimo. Ci vinsero anche dei premi di comedy music, immagino istituiti apposta. Comunque, Stayin’ alive è il loro capolavoro.
Qui in città non ne senti piu’ parlare
troppi anni son passati
e troppo tristi son da ricordare
giorni neri giorni dannati
ma a qualche vecchio quando sente il nome
di Joe Mitraglia il partigiano
si tingon strani gli occhi come
gli avessi tolto il vino dalla mano.
Joe Mitraglia era uno dei tanti
che aveva detto no ai repubblichini
era scappato anche lui sui monti
lasciando a casa moglie e bambini
combatteva tra i boschi in Appennino
e i sentieri li aveva ricoperti
da Benedetto a Montefiorino
di tedeschi e di fascisti morti.
Dopo l’inverno vien la primavera
ma del ‘45 è la più bella
e la liberazion non sembra vera
ma da mesi non si usa la padella
manca anche il grano nei granai
tutto in vent’anni han fatto fuori
anche le lacrime per i morti suoi
quei maledetti dai manganelli neri.
Ma eran tanti a uccidere Gobetti
e tanti ancora a picchiar di notte
ed io li voglio tutti maledetti
se non da Dio almen dalle mie botte
così diceva venuto giù dai monti
per continuar la nostra Primavera.
Così di notte ed anche in pieno giorno
Joe Mitraglia sparava senza posa
fascisti non voleva più dattorno
da Sant’Eufemia fino alla Pomposa
c’era sui muri il sangue di vendetta
ma una notte qualcuno il nome grida
un’imboscata e giù di baionetta
qualcuno ride qualcuno come Giuda.
Qui in città non ne senti più parlare
troppi anni son passati
e troppo tristi son da ricordare
giorni neri giorni dannati
ma a qualche vecchio quando sente il nome
di Joe Mitraglia il partigiano
si tingon strani gli occhi come
gli avessi tolto il vino dalla mano.
Nomadi - Joe Mitraglia
Breeders - Divine hammer
I gruppi di donne. Mi ricordo una volta che delle ragazze si misero a giocare a biliardo al bar, serie come la morte, mentre io e un mio amico le stavamo a guardare spettegolando. Il mondo alla rovescia, dicevamo, però ci piaceva.
Claudio Baglioni - E tu come stai?
I primi quattro minuti di questa canzone li conoscono tutti, poi c’è una coda strumentale di un minuto e mezzo, suonata con un sintetizzatore per l’epoca (1978) diabolico, che le radio non passavano nemmeno quando il 45 giri era in testa alle classifiche. Solo che era la parte più bella. Una delle mie perversioni più resistenti al tempo.
16252Hole - You’ve got no right
Il singolo postumo dei Nirvana, che la moglie di Cobain aveva già cantato per l’MTV unplugged sei anni prima della pubblicazione, con un titolo diverso.
Foo Fighters - This is a call
I Foo Fighters da Letterman per un concerto intero nell’aprile di un anno fa. Il pezzo che chiude il live è il primo singolo, del ‘95. Dopo tutto questo tempo sono sempre dei ragazzacci che giocano.
Art Tatum - Someone to watch over me
“Per Tatum il piano ha ben più di 88 tasti, e Tatum stesso ha ben più di due mani. E’ questo che produce quel singolare effetto quando lo si ascolta. Inutile che vi spremiate le meningi o che vi aspettiate una critica dettagliata: Tatum è di quelli che non si criticano. E’, punto e basta”. (Boris Vian, Jazz-Hot).
Michael Jackson - Dirty Diana
Quando diedero la notizia che era morta la principessa Diana lavoravo nello zuccherificio, stavo cercando di aprire il rimorchio di un camion di barbabietole menando fendenti con una sbarra di ferro. Il camionista, che aspettava seduto al posto di guida con la radio accesa, me lo urlò affacciandosi dal finestrino. Poi disse: “Peccato”, ma così, con understatement (peraltro, non sono nemmeno sicuro che questa canzone sia dedicata a quella Diana).