Orchestra Trabucco

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    Orchestra Ragni - Il tango del ragioniere

    Nel mio romanzo “Orchestra Tramonti” si parla di un Tango del ragioniere. Be’, esiste. Mica come Garcia Marquez, che Macondo se l’era inventata (troppo facile). Questo è anche l’ultimo post. Chiedo scusa per l’uso improprio di tumblr, dove non ho condiviso alcunchè. Volevo solo mettere della musica, e un po’ di parole. E poi se è vero che con le canzoni altrui uno racconta se stesso, ho detto fin troppo.

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  • Permalink hey sight for sore eyes it’s a long time no seeworkin hard hardly workin hey man you know mewater under the bridge didya see my new carwell it’s bought and it’s payed for parked outside of the bar
and hey barkeeper what’s keepin you keep pourin drinksfor all these palookas hey you know what i thinksthat we toast to the old days and di maggio tooand old drysdale and mantle whitey ford and to you
no the old gang ain’t around everyone has left town‘cept for thumm and giardina said they just might be downoh half drunk all the time and i’m all drunk the restyea monk’s till the champion but i’m the best
i guess you heard about nash he was killed in a crashhell that must of been two or three years ago nowyea he spun out and he rolled he hit a telephone poleand he died with the radio onno she’s married and with a kid finally split up with sidhe’s up north for a nickle’s worth for armed robbery
hey i’ll play you some pin ball hell you ain’t got a chancewell then go on over and ask her to dance
Ehi toccasana per occhi stanchi, che bellezza rivederti quanto tempo è passato lavoriamo sempre dal mattino alla sera ti ricordi cosa facevamo? Quanta acqua è passata sotto i ponti hai visto la mia auto nuova? E’ mia, l’ho pagata è qui fuori in strada Ehi barista cosa ti ha tenuto qui a versare da bere per questi spiantati Sai che ti dico? dovremmo brindare ai giorni passati e anche a Di Maggio e al vecchio Drysdale e Mantle Whitey Ford e a te No, la vecchia banda non esiste più ognuno ha lasciato il paeseeccetto Thumm e Giardina non è rimasto niente Oh lui è mezzo ubriaco per tutto il giorno e io ubriaco per l’altra metà si, Monk è sempre il campione ma io sono il migliore Immagino che hai saputo di Nash è morto in un incidente Diavolo, devono essere già passati due o tre anni Era in auto e ha perso il controllo dritto contro un palo se n’è andato con la radio accesa. No, lei si è sposata e ha un bimbo alla fine ha rotto con Sid lui è su al nord, vive di rapine per procurarsi la sua dose Perchè non facciamo qualche partita a flipper, non hai scampo contro di meE dopo fatti avanti e chiedile di ballare.
Tom Waits - A sight for sore eyes

    hey sight for sore eyes it’s a long time no see
    workin hard hardly workin hey man you know me
    water under the bridge didya see my new car
    well it’s bought and it’s payed for parked outside of the bar

    and hey barkeeper what’s keepin you keep pourin drinks
    for all these palookas hey you know what i thinks
    that we toast to the old days and di maggio too
    and old drysdale and mantle whitey ford and to you

    no the old gang ain’t around everyone has left town
    ‘cept for thumm and giardina said they just might be down
    oh half drunk all the time and i’m all drunk the rest
    yea monk’s till the champion but i’m the best

    i guess you heard about nash he was killed in a crash
    hell that must of been two or three years ago now
    yea he spun out and he rolled he hit a telephone pole
    and he died with the radio on
    no she’s married and with a kid finally split up with sid
    he’s up north for a nickle’s worth for armed robbery

    hey i’ll play you some pin ball hell you ain’t got a chance
    well then go on over and ask her to dance

    Ehi toccasana per occhi stanchi, che bellezza rivederti
    quanto tempo è passato
    lavoriamo sempre dal mattino alla sera
    ti ricordi cosa facevamo?
    Quanta acqua è passata sotto i ponti hai visto la mia auto nuova?
    E’ mia, l’ho pagata
    è qui fuori in strada
    Ehi barista cosa ti ha tenuto qui a versare da bere
    per questi spiantati
    Sai che ti dico?
    dovremmo brindare ai giorni passati
    e anche a Di Maggio
    e al vecchio Drysdale e Mantle Whitey Ford
    e a te
    No, la vecchia banda non esiste più
    ognuno ha lasciato il paese
    eccetto Thumm e Giardina non è rimasto niente
    Oh lui è mezzo ubriaco per tutto il giorno e io ubriaco per l’altra metà
    si, Monk è sempre il campione
    ma io sono il migliore
    Immagino che hai saputo di Nash
    è morto in un incidente
    Diavolo, devono essere già passati due o tre anni
    Era in auto e ha perso il controllo
    dritto contro un palo
    se n’è andato con la radio accesa.
    No, lei si è sposata e ha un bimbo
    alla fine ha rotto con Sid
    lui è su al nord, vive di rapine per procurarsi la sua dose
    Perchè non facciamo qualche partita a flipper,
    non hai scampo contro di me
    E dopo fatti avanti
    e chiedile di ballare.

    Tom Waits - A sight for sore eyes

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    Andre Previn & The Pittsburgh Symphony Orchestra - Psycho suite

    Alla scena della doccia di Psycho ci ho fatto l’abitudine, ma dopo questo video non riuscirò mai più a guardare un violino senza coprirmi le spalle.

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    Art Garfunkel - All my love’s laughter

    Scritta da Jimmy Webb e pubblicata sull’album Watermark, quello con il mare e la spiaggia in copertina, anche se qui alla fine ci sono le cornamuse e sembra Natale.

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    Black Sabbath - Paranoid

    Io per musica classica moderna intendo cose tipo questa.

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    Pierangelo Bertoli - I miei pensieri sono tutti lì

    Il primo concerto che ho visto in vita mia è stato di Bertoli. Nel 1976, mi sembra. Era in un teatro a duecento metri da casa e ci andai a piedi, con un amico. Mi ricordo che non veniva mai fuori e a un certo punto dalla platea feci una battutina idiota sulla sua sedia a rotelle. Il mio amico mi guardò come se all’improvviso mi fosse cresciuta la barba. Ancora oggi lo chiama il mio “grave episodio di intolleranza”.

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    Tom Robinson Band - Glad to be gay

    Nell’era di Clash e Sex Pistols, il più arrabbiato di tutti era Tom Robinson. Qui, sotto un tappetino swing nasconde il sudiciume omofobo della polizia britannica. Pezzo all’epoca censurato dalla BBC, of course.

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    Darlene & Jonathan Edwards - Stayin’ alive

    Sono Jo Stafford, una delle grandi voci del jazz tra i ‘40 e i ‘50, e il marito, il pianista Paul Weston, che con questo pseudonimo incisero dei dischi di cover dove si fingevano un duo di inetti, e cantavano e suonavano sempre leggermente sguaiati e fuori tono, in un impeccabile esercizio di cattivo stile. Il risultato è difficile da descrivere: comico, un po’ stomachevole, raffinatissimo. Ci vinsero anche dei premi di comedy music, immagino istituiti apposta. Comunque, Stayin’ alive è il loro capolavoro.

  • Permalink Qui in città non ne senti piu’ parlare troppi anni son passati e troppo tristi son da ricordare giorni neri giorni dannati ma a qualche vecchio quando sente il nome di Joe Mitraglia il partigiano si tingon strani gli occhi come gli avessi tolto il vino dalla mano. Joe Mitraglia era uno dei tanti che aveva detto no ai repubblichini era scappato anche lui sui monti lasciando a casa moglie e bambini combatteva tra i boschi in Appennino e i sentieri li aveva ricoperti da Benedetto a Montefiorino di tedeschi e di fascisti morti. Dopo l’inverno vien la primavera ma del ‘45 è la più bella e la liberazion non sembra vera ma da mesi non si usa la padella manca anche il grano nei granai tutto in vent’anni han fatto fuori anche le lacrime per i morti suoi quei maledetti dai manganelli neri. Ma eran tanti a uccidere Gobetti e tanti ancora a picchiar di notte ed io li voglio tutti maledetti se non da Dio almen dalle mie botte così diceva venuto giù dai monti per continuar la nostra Primavera. Così di notte ed anche in pieno giorno Joe Mitraglia sparava senza posa fascisti non voleva più dattorno da Sant’Eufemia fino alla Pomposa c’era sui muri il sangue di vendetta ma una notte qualcuno il nome grida un’imboscata e giù di baionetta qualcuno ride qualcuno come Giuda. Qui in città non ne senti più parlare troppi anni son passati e troppo tristi son da ricordare giorni neri giorni dannati ma a qualche vecchio quando sente il nome di Joe Mitraglia il partigiano si tingon strani gli occhi come gli avessi tolto il vino dalla mano.
Nomadi - Joe Mitraglia

    Qui in città non ne senti piu’ parlare
    troppi anni son passati
    e troppo tristi son da ricordare
    giorni neri giorni dannati
    ma a qualche vecchio quando sente il nome
    di Joe Mitraglia il partigiano
    si tingon strani gli occhi come
    gli avessi tolto il vino dalla mano.

    Joe Mitraglia era uno dei tanti
    che aveva detto no ai repubblichini
    era scappato anche lui sui monti
    lasciando a casa moglie e bambini
    combatteva tra i boschi in Appennino
    e i sentieri li aveva ricoperti
    da Benedetto a Montefiorino
    di tedeschi e di fascisti morti.

    Dopo l’inverno vien la primavera
    ma del ‘45 è la più bella
    e la liberazion non sembra vera
    ma da mesi non si usa la padella
    manca anche il grano nei granai
    tutto in vent’anni han fatto fuori
    anche le lacrime per i morti suoi
    quei maledetti dai manganelli neri.

    Ma eran tanti a uccidere Gobetti
    e tanti ancora a picchiar di notte
    ed io li voglio tutti maledetti
    se non da Dio almen dalle mie botte
    così diceva venuto giù dai monti
    per continuar la nostra Primavera.

    Così di notte ed anche in pieno giorno
    Joe Mitraglia sparava senza posa
    fascisti non voleva più dattorno
    da Sant’Eufemia fino alla Pomposa
    c’era sui muri il sangue di vendetta
    ma una notte qualcuno il nome grida
    un’imboscata e giù di baionetta
    qualcuno ride qualcuno come Giuda.

    Qui in città non ne senti più parlare
    troppi anni son passati
    e troppo tristi son da ricordare
    giorni neri giorni dannati
    ma a qualche vecchio quando sente il nome
    di Joe Mitraglia il partigiano
    si tingon strani gli occhi come
    gli avessi tolto il vino dalla mano.

    Nomadi - Joe Mitraglia

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    Breeders - Divine hammer

    I gruppi di donne. Mi ricordo una volta che delle ragazze si misero a giocare a biliardo al bar, serie come la morte, mentre io e un mio amico le stavamo a guardare spettegolando. Il mondo alla rovescia, dicevamo, però ci piaceva.

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    Claudio Baglioni - E tu come stai?

    I primi quattro minuti di questa canzone li conoscono tutti, poi c’è una coda strumentale di un minuto e mezzo, suonata con un sintetizzatore per l’epoca (1978) diabolico, che le radio non passavano nemmeno quando il 45 giri era in testa alle classifiche. Solo che era la parte più bella. Una delle mie perversioni più resistenti al tempo.

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    Hole - You’ve got no right

    Il singolo postumo dei Nirvana, che la moglie di Cobain aveva già cantato per l’MTV unplugged sei anni prima della pubblicazione, con un titolo diverso.

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    Foo Fighters - This is a call

    I Foo Fighters da Letterman per un concerto intero nell’aprile di un anno fa. Il pezzo che chiude il live è il primo singolo, del ‘95. Dopo tutto questo tempo sono sempre dei ragazzacci che giocano.

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    Art Tatum - Someone to watch over me

    “Per Tatum il piano ha ben più di 88 tasti, e Tatum stesso ha ben più di due mani. E’ questo che produce quel singolare effetto quando lo si ascolta. Inutile che vi spremiate le meningi o che vi aspettiate una critica dettagliata: Tatum è di quelli che non si criticano. E’, punto e basta”. (Boris Vian, Jazz-Hot).

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    Michael Jackson  - Dirty Diana

    Quando diedero la notizia che era morta la principessa Diana lavoravo nello zuccherificio, stavo cercando di aprire il rimorchio di un camion di barbabietole menando fendenti con una sbarra di ferro. Il camionista, che aspettava seduto al posto di guida con la radio accesa, me lo urlò affacciandosi dal finestrino. Poi disse: “Peccato”, ma così, con understatement (peraltro, non sono nemmeno sicuro che questa canzone sia dedicata a quella Diana).